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LA SINTESI DELLE 9 OSSERVAZIONI DI RETETERRA DEPOSITATE ALL’UFFICIO URBANISTICA DEL COMUNE DI  NOVARA  SULLA PROPOSTA TECNICA DI VARIANTE DEL PIANO REGOLATORE COMUNALE ADOTTATA CON DELIBERA  DEL CONSIGLIO COMUNALE N. 5 DEL 20/02/2014 FIRMATE DA 34 CITTADINE E CITTADINI E DA 9 ASSOCIAZIONI


PRIMA OSSERVAZIONE

Quando si fanno operazioni come quella di Agognate che prevedono un intervento superiore a 20.000 mq, le norme dell’art. 3.2. delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Territoriale provinciale stabiliscono che

1) Si deve effettuare una stima preliminare del fabbisogno che ne dimostri l’esigenza.

2) L’individuazione della nuova area è subordinata alla ricognizione delle aree a destinazione produttiva presenti nell’ambito territoriale interessato.

Orbene:
1° - L’accordo di Pianificazione approvato contestualmente alla Deliberazione Consiliare n.5  non contiene né la stima preliminare dei fabbisogni, né la ricognizione delle aree  destinazione produttiva presenti.

2° - All’interno di tale Ambito sono presenti consistenti disponibilità di impianto produttivo (si pensi ai 650.000 mq del Polo dell’Innovazione, del 1.300.000 mq nell’area C.I.M. , ai 350.000 mq di capannoni per la logistica della “Porta di Novara”).
Senza contare che Novara con San Pietro Mosezzo e con  l’Ovest Ticino - senza Cerano – esprimono un’offerta di aree industriali libere di oltre 5.000.000 di mq.
Una quantità di aree disponibili che non consento in alcun modo la nuova individuazione del Comune di Novara.

3° -  Come se non bastasse, ricordiamo che nell’Accordo di Pianificazione sottoscritto nel 2006 fra la Provincia di Novara, il Comune di San Pietro Mosezzo ed il Comune di Novara la stima e la ricognizione erano state condotte proprio per giustificare le nuove aree del Comune di San Pietro Mosezzo e che tutte le parti convennero che le aree del Comune di Novara interessate - quelle che ora sono oggetto di Variante – avrebbero mantenuto la destinazione agricola.
Non vi è alcun documento che dia una spiegazione/giustificazione del perché la decisione del 2006 non sia più valida oggi.

                      
SECONDA OSSERVAZIONE

La Relazione della Variante riporta una Tavola che evidenzia le modifiche degli Azzonamenti apportate.

Una Variante del P.R.G. non può nel modo più assoluto modificare uno strumento di pianificazione “sovrordinato” quale è il Piano Territoriale Provinciale.

 

TERZA OSSERVAZIONE

La Tavola con le modifiche dell’Azzonamento inserita nella Relazione della Variante è identica ad una tavola presente negli allegati tecnici dell’Accordo di Pianificazione approvati dalla Giunta Provinciale.
L’identità fra le due Tavole induce a credere che la modifica sia stata apportata ed approvata dalla Giunta in sede di approvazione dell’Accordo di Pianificazione.

Orbene:
1° -  L’accordo di Pianificazione non può modificare il Piano Territoriale Provinciale di cui è uno strumento di attuazione.

2° - L’eventuale modifica dell’azzonamento come quella evidenziata dalla Tavola è di competenza esclusiva del Consiglio Provinciale.

3° -  Certificare che la Variante è conforme ad una Tavola del Piano Territoriale Provinciale mai deliberata dal Consiglio è un atto che non certifica nulla (oltre a non essere consentito).


QUARTA OSSERVAZIONE

Il Consiglio Comunale con la Deliberazione n. 5 ha ADOTTATO il Piano Particolareggiato di Iniziativa Pubblica.
A tal proposito ricordiamo che il comma 5 dell’articolo 40 della L.R. 56/77 dispone: quando il Piano Particolareggiato (quale è quello che interviene sulle aree di Agognate) contiene iniziative di espropri le PROCEDURE PARTECIPATIVE  vanno realizzare prima della adozione e la Deliberazione dà atto delle avvenute procedure  e della valutazione delle osservazioni.

Orbene:
1° -  Il P.P. contiene interventi di esproprio di terreni, ma la Deliberazione Consiliare non dice  nulla né della procedura partecipativa che doveva essere effettuata prima   dell’adozione del P.P. né della valutazione di eventuali osservazioni.

2° - Il non aver compiuto la suddetta procedura partecipativa – come il silenzio della Deliberazione lascia intendere – RENDE IMPOSSIBILE PROCEDERE ALL’ADOZIONE  DEL P.P.
PRIMA BISOGNA ADEMPIERE A QUANTO DISPOSTO DAL COMMA 5 DELL’ARTICOLO 40 DELLA L.R. 56/77


QUINTA OSSERVAZIONE

La Deliberazione Consiliare APPROVA la bozza di Convenzione con la quale si regolano i rapporti fra il Comune ed i soggetti attuatori del Piano Particolareggiato.
Si tratta di un atto fondamentale in quanto sancisce impegni ed oneri fra le parti. Deve quindi essere il Consiglio Comunale ad approvarli.

Orbene:

1° -  I valori economici in base ai quali le 2 società sono impegnate contrattualmente – che la convenzione deve riportare obbligatoriamente – sono lasciati in bianco.

2° -  E’ evidente che il Consiglio Comunale non può approvare un contratto con un privato se gli impegni economici di quest’ultimo non siano convenzionalmente definiti o qualora siano addirittura lasciati i bianco.

                                              
SESTA OSSERVAZIONE

Hanno detto e ripetuto che uno degli elementi strategici dell’iniziativa del Comune è  la ripartizione fra Comune e privati al 50% del PLUSVALORE.
E’ quindi fondamentale che tutta la contabilità sia fondata su importi condivisi e trasparenti.

Orbene:
1° -  Risulta pertanto incomprensibile e non lecito che le Norme di Attuazione al punto delle Modalità di calcolo del Plusvalore riportino un’apposita Tabella A di calcolo interamente in bianco.
Una Tabella cioè non compilata in alcuna della sue Sezioni!

2° - Il Consiglio Comunale non può adottare una Variante su un presupposto giuridico contrattuale che non riporti valori  e/o gli importi economici conseguenti.

3° -  E’ il Consiglio Comunale che deve definire valori ed importi ed inserirli nelle Tabelle e in Convenzione.

                                          
SETTIMA OSSERVAZIONE

Nel Piano Finanziario del Piano Particolareggiato il valore iniziale dell’area è fissato in 14 euro e 50 centesimi al mq.
Nel Piano Particellare di esproprio per terreni del medesimo ambito di intervento, con le medesime caratteristiche il valore iniziale dell’area è fissato in 2 euro e 99 centesimi al mq.

1° -  Una diversità di valutazione che la Deliberazione non spiega e non giustifica.

2° - L’unica differenza/spiegazione potrebbe esser rappresentata dal fatto che i terreni valutati 14,50 sono quelli per i quali si fa la modificazione della destinazione d'uso di proprietà della VAILOG e della SGGC , mentre i terreni valutati 2,99 sono quelli di altri proprietari (pubblici e privati) che dovranno essere espropriati dal Comune!
Se così dovesse essere – come pare che sia – è evidente che la diversità va cassata e sostituita da una valutazione che non può che essere uguale.

 

OTTAVA OSSERVAZIONE

Nell’Allegato A1 del Piano Finanziario del Progetto Preliminare il valore di mercato del bene trasformato (dotato cioè di tutte le opere di urbanizzazione) è fissato in 40 euro al mq.
Ma la Giunta Municipale con Deliberazione n. 288/2013 ha approvato la tabella per il calcolo degli indennizzi espropriativi delle aree edificabili  fissando in media a 39 euro al mq il valore dei terreni a destinazione produttiva totalmente privi di qualsiasi urbanizzazione.

Si tratta di una valutazione che comporta una sperequazione inaccettabile nei confronti dei cittadini novaresi interessati ed un danno finanziario per il Comune.


NONA OSSERVAZIONE

La VAILOG nella proposta avanzata al Comune nel 2011 aveva indicato il valore finale del terreno urbanizzato in euro 41,80 al mq.
La CSSG nel 2012 aveva indicato un valore finale di euro 42 al mq.

Lo SCONTO che il Comune fa alle due società (fra i valori che avevano indicato e quello di 40 euro fissato nel Piano  finanziario) vale 2.000.000 di euro.

Uno sconto non accettabile, che se concesso recherebbe un grave danno per le casse comunali.

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Lettera al Sindaco e al Consiglio Comunale di Novara

Al Sindaco Ballarè e ai componenti del Consiglio Comunale di Novara

 

Vi chiediamo di non trasformare 1.000.000 di metri quadrati di terreno agricolo ad Agognate in area logistico/industriale.

 

Distruggereste un bene indispensabile, insostituibile ed irrinovabile per compiere un’operazione che...

1) NON SERVE: a Novara e nei paesi vicini da anni ci sono più di cinque milioni di metri quadrati di terreno a destinazione logistico/industriale disponibili, ma non è sorto un solo capannone o un solo fabbricato industriale. Per non parlare delle numerose fabbriche dismesse che possono essere riutilizzate.

2) NON PROCURA LAVORO: a Novara, nessuno, a partire dai proprietari di terreni, è in grado di garantire che la trasformazione della destinazione d’uso porti con sé un solo posto di lavoro.

 

Al Sindaco, alle consigliere ed ai consiglieri di maggioranza ricordiamo che il 3 settembre del 2012 avete votato una mozione “per la difesa del territorio naturale del Comune di Novara e per la perennizzazione delle aree agricole”. Vi chiediamo di essere coerenti con voi stessi e con gli impegni che avete liberamente assunto.