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LETTERA DI RETETERRA

In occasione della Tavola Rotonda organizzata dalla C.I.S.L. abbiamo ricordato al Sindaco dr. Ballarè, al vice Sindaco dr. Fonzo, all’Assessore al governo del territorio arch. Bozzola, ai componenti la Giunta Municipale, alle Consigliere ed ai Consiglieri Comunali del Partito Democratico e degli ex appartenenti a Sinistra Ecologia e Libertà che:

Il 3 Settembre 2012, il Consiglio Comunale di Novara, con il voto delle Consigliere e dei Consiglieri di maggioranza ha approvato la Deliberazione n. 61 avente per oggetto

"MOZIONE PER LA DIFESA DEL TERRITORIO NATURALE DEL COMUNE DI NOVARA E PER LA PERENNIZZAZIONE DELLE AREE AGRICOLE"

Nel suo intervento su Lo Spazio Ritrovato del luglio 2013 l’Assessore al governo del territorio del Comune di Novara, architetto Marco Bozzola scriveva:

(omissis)

“Da tempo, infatti, è necessario ripensare i procedimenti di sviluppo urbano RIDUCENDO DRASTICAMENTE IL CONSUMO DI SUOLO, un suolo sempre più fragile, delicato e finito in termini di risorse.

Molti passi sono stati fatti anche dal punto di vista legislativo eppure PREVALE, ANCORA OGGI, UNA RESISTENTE TENDENZA AL CONSUMO CHE SI RIFLETTE NEGATIVAMENTE NELL’IDEA STESSA DI SVILUPPO E DI SVILUPPO URBANO IN PARTICOLARE”

La Legge Regionale 5/12/1977 n. 56 modificata dalla Legge Regionale 03/2015 all’articolo 1, comma 1 recita:

“La Regione esercita le proprie funzioni in materia di pianificazione del territorio disciplinando, con la presente legge, la tutela, la limitazione del suolo, AL FINE DI GIUNGERE ALL’OBBIETTIVO DI UN CONSUMO ZERO, e gli interventi di conservazione e di trasformazione del territorio a scopi insediativi, residenziali e produttivi, commerciali e turistico-ricettivi con le seguenti finalità:

(omissis)

Punto 4: la piena e razionale gestione delle risorse volta al MANTENIMENTO QUALITATIVO E QUANTITATIVO DEL LORO LIVELLO COMPLESSIVO, CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLE AREE AGRICOLE ED AL PATRIMONIO INSEDIATIVO ED INFRASTRUTTURALE ESISTENTE, EVITANDO OGNI ULTERIORE CONSUMO DEL SUOLO.

 

ReteTerra Novara

16 ottobre 2015

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RETETERRANOVARA CHIEDE AL SINDACO DI DICHIARARE CHIUSA LA PRATICA AGOGNATE!!

Nel febbraio 2014 il Consiglio Comunale di Novara approvò a maggioranza la Deliberazione che – su proposta della Giunta Ballarè - avviava ufficialmente – sul piano amministrativo – il processo di trasformazione della destinazione d’uso di un milione di metri quadrati di terreno agricolo in aree logistico/industriali.

Da allora sono trascorsi più di 17 mesi e quella trasformazione che - stando alle affermazioni del Sindaco, dr. Ballarè, e del suo assessore all’urbanistica architetto Bozzola - avrebbe già dovuta essere conclusa – non è avvenuta.

A questo punto si impongono due domande.

Prima domanda: Perché non è avvenuta?

Seconda domanda: Avverrà?

Per rispondere alla prima domanda ripercorriamo - sia pure schematicamente - il film di questi 17 mesi.

1°) Nel marzo del 2014 presentammo - e fummo gli unici - una serie articolata e documentata di “Osservazioni” alla Deliberazione consiliare secondo le procedure previste dalla Legge.

In tal modo le nostre “Osservazioni” divennero parte integrante della Deliberazione per cui la Regione Piemonte nell’esaminare i documenti di progetto espresse la propria condivisione a quella nostra “Osservazione” in cui sostenevamo che la trasformazione di un milione di mq di area agricola confliggeva con la normativa regionale.

Un giudizio da cui la Giunta non ha potuto prescindere.

2°) Noi non ci limitammo a contestare sul piano Amministrativo Procedurale le scelte della Giunta Ballarè e della maggioranza del Consiglio Comunale.

Perciò decidemmo di costituire ReteTerraNovara (la bestia nera del Sindaco e dell’ Assessore all’urbanistica).

Una Rete di Associazioni, Gruppi, Movimenti, Persone con tre grandi obbiettivi:

a - coinvolgere il maggior numero possibile di cittadine e di cittadini nella tutela di un bene fra i più preziosi per l’umanità.

b - sviluppare in parallelo un dibattito culturale che approfondisse le ragioni della tutela del territorio e le conseguenze nefaste della sua distruzione.

c – parlare ai giovani che sono gli impotenti destinatari delle conseguenze delle scelte negative di oggi.

3°) Così mentre la Giunta cercava una impossibile quadratura del cerchio ed i mesi passavano, noi andammo con un banchetto nelle vie e nelle piazze della città, davanti ai mercati ed alle chiese, negli atri dei saloni dove si tenevano conferenze e negli atri dei cinema a raccogliere firme in calce ad una lettera da indirizzare al Sindaco, alle Consigliere ed ai Consiglieri comunali per chiedere di non trasformare la destinazione d’uso dei terreni di Agognate da agricoli in aree logistico/industriali.

4°) Parallelamente organizzammo i previsti incontri di approfondimento con esponenti nazionali della cultura e dell’ambientalismo oltre che con amministratori comunali sulle ragioni della tutela del territorio e sulle conseguenze nefaste della sua distruzione.

Incontri che si sono caratterizzati:

- per il numero sempre crescente dei partecipanti,

- perché dall’iniziale fase di ascolto, di apprendimento, di conoscenza, si è passati rapidamente alla fase dello scambio di idee e di valutazioni fra i presenti ed i relatori.

5°) Abbiamo colto ogni occasione per avvicinare i giovani, per parlare con loro. Sono centinaia le ragazze ed i ragazzi che hanno dimostrato interesse per gli argomenti che noi prospettavamo e che hanno sottoscritto la lettera.

6°) Giunti a tremila firme, il Sindaco decise di accogliere la nostra richiesta di un incontro nel corso del quale ci comunicò ufficialmente la decisione della Giunta di ridurre da 1 milione a 600.000 i metri quadrati la superficie delle aree di cui trasformare la destinazione d’uso da terreni agricoli in aree logistico/industriali.

Con l’occasione venne spiegata ad una delegazione allibita “l’urbanistica a prescindere” che guida l’azione del Sindaco e del suo Assessore:

dare risposte positive alle richieste di insediamento di imprenditori privati a “prescindere” dalle normative urbanistiche in vigore in una determinata zona per “impedire che se ne vadano altrove”!

7°) Quella decisione della Giunta fu la formalizzazione di un primo importante successo dell’azione e dell’impegno di ReteTerraNovara e delle cittadine e dei cittadini che avevano chiesto di non compiere la trasformazione della destinazione d’uso dei terreni di Agognate.

Comunque il problema non era quello di uno “sconto”.

Per cui la raccolta delle firme riprese con più lena.

8°) Di contrapposto “l’urbanistica di strada” praticata da ReteTerraNovara (quella cioè discussa direttamente con le persone che venivano al banchetto) fece fare un importante salto di qualità alla raccolta delle firme e “Agognate” divenne il simbolo della richiesta di una nuova e diversa politica urbanistica basata sul recupero ed il riuso degli edifici dismessi e delle aree abbandonate.

9°) Per mesi ReteTerraNovara ha continuato a raccogliere firme raggiungendo le 5.000 sottoscrizioni, a parlare con le persone, ad organizzare incontri, ad elaborare una nuova proposta urbanistica.

10°) In tutto questo periodo, la Giunta non ha avanzato alcuna proposta per un progetto che riguardi i 600.000 mq di aree agricole di cui disse di voler cambiare la destinazione d’uso, non ha spiegato le ragioni di tale immobilismo, non è intervenuta nel dibattito che si è sviluppato in città sull’utilizzo dei suoli: diciassette mesi caratterizzati dalla mancanza di trasparenza, dal silenzio e soprattutto dall’inattività della Giunta.

11°) La nostra risposta/spiegazione alla prima domanda è quindi:

quella trasformazione di destinazione d’uso di un milione di metri quadrati che si sarebbe dovuta realizzare in un anno, dopo 17 mesi non è più neppure un’ipotesi di lavoro perché è stata sconfitta

- da un rigoroso impegno di contestazione giuridica/amministrativa di una scelta urbanistica sbagliata;

- da una partecipazione democratica di migliaia di persone che non ha precedenti nella storia urbanistica di Novara.

così come:

quella trasformazione di destinazione d'uso di 600.000 metri quadrati non è mai diventata neppure un’ipotesi di lavoro per l’opposizione di migliaia di persone che hanno rifiutato anche la sola ipotesi dello “sconto” per l’inattività della Giunta che non ha fatto alcunché per darle corpo.

12°) Senza presunzione, ma con la consapevolezza di chi sa di avere fatto il proprio dovere e null’altro, possiamo affermare che senza l’ impegno ed il lavoro di ReteTerraNovara e senza la mobilitazione civile che ha saputo suscitare probabilmente oggi quel milione di mq di terreno agricolo non sarebbe più tale!

13°) Per quanto riguarda la seconda domanda: se cioè la trasformazione possa avvenire in un prossimo futuro crediamo di poter tranquillamente rispondere di NO

Per tre ragioni

a - UNA OVVIA

Le ragioni giuridico/amministrative/ambientali ed i soggetti che sino ad oggi hanno impedito il realizzarsi di quel processo continuano ad esserci tutti. In primis ReteTerraNovara.

b – UNA TECNICA

A detta dello stesso Assessore all’urbanistica, i passaggi istituzionali necessari per l’approvazione del processo di trasformazione richiedono 12 mesi. Questo Consiglio Comunale ne ha ancora 8 a disposizione, ma quello che non ha a disposizione è il progetto.

c – UNA POLITICA

Credo che tutto si possa dire del dr. Ballarè meno che non abbia una gran voglia di essere rieletto e che non consideri come una peste bubbonica tutto ciò che possa ostacolare il conseguimento di questo obbiettivo.

Non lo vediamo quindi affrontare la campagna elettorale scatenando una bufera che gli metterebbe contro una parte significativa del suo elettorato.

Per tutte queste ragioni chiediamo al Sindaco della città di Novara, dr. Ballarè, di dichiarare definitivamente chiusa la pratica “Agognate”. Basta una breve Delibera di Giunta.

 

ReteTerra Novara

1 agosto 2015

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LETTERA APERTA AL SIG. SINDACO

La settimana scorsa, ReteTerraNovara ruppe la cappa di silenzio che gravava sulla vendita alla britannica SEGRO del 90% delle azioni Vailog (fra cui 1 milione di mq. di terreni agricoli ad Agognate interessati dalle procedure per la trasformazione in aree per la logistica).

In quell’occasione Le chiedemmo, signor Sindaco, se, e quando, fosse stato informato dai vertici Vailog della trattativa in corso con la SEGRO e se poi fosse stato informato, e quando, dell’intervenuto accordo.

Le chiedemmo infine quali fossero le intenzioni della Giunta Municipale dopo che Vailog se n’era andata insalutata partner.

ReteTerraNovara con estremo realismo Le propose di porre termine alla “vicenda Agognate”.

Ad oggi non si è saputo nulla.

Crediamo che Lei si renda conto che una risposta la debba non solo alle 5.000 cittadine e cittadini che hanno firmato la lettera con la quale chiedono che non si operi la trasformazione della destinazione d’uso di quei terreni, ma a tutta la città la quale ha il diritto di sapere come intende comportarsi l’Amministrazione comunale nella nuova situazione.

In attesa (speriamo  non lunga)

 

Distinti saluti

ReteTerra Novara

9 giugno 2015

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VAILOG INSALUTATA PARTNER SE N’E’ ANDATA

CHIUDERE SUBITO QUESTA BRUTTA PAGINA DELLA VITA AMMINISTRATIVA

Il 22 maggio Milano Finanza ha pubblicato la notizia che 6 giorni prima SEGRO - una società britannica che opera nel settore degli immobili e dei terreni - aveva stretto un accordo con Fabrizio Bertola per acquistare per 39.600.000 euro il 90% delle azioni della Vailog.

La Segro in un suo comunicato informa che questo accordo consente alla società “un’immediata presenza strategica sul mercato della logistica del nord Italia”.

Informa, inoltre, che fanno parte del pacchetto “un milione di mq di terreno in un sito in alta Italia,vicino a Milano, con la possibilità di sviluppo di attività logistiche su una superficie di 338.000 mq nell’arco dei prossimi 5 anni.”

 

Rileviamo che non viene indicata esplicitamente la località di Agognate ma:

- è praticamente impossibile immaginare che vicino a Milano esista un’altra area con le stesse caratteristiche;

- è fortemente probabile che in un comunicato rivolto ad una platea finanziaria inglese e internazionale sia assai più significativo indicare la collocazione dell’area acquisita come vicino a Milano che non ad Agognate.

La cosa che al primo impatto colpisce è il silenzio che ha circondato e circonda questa notizia.

 

Nessuno ha proferito e proferisce verbo.

Anche dopo tale pubblicazione né il Sindaco, né l’Assessore all’urbanistica, né la Vailog hanno detto alcun che.

 

Per cui rivolgiamo alcune precise domande al Sindaco:

- l’amministratore delegato della Vailog lo ha mai informato delle trattative in corso con la Segro? Se sì, quando?

- l’amministratore delegato della Vailog l’ha informata che l’accordo con Segro era stato siglato?

Se sì, quando? Perché non ne ha informato almeno la Conferenza dei Capigruppo Consiliari?

 

In attesa di risposte da parte del Sindaco, che ci auguriamo chiare e tempestive, vogliamo richiamare l’attenzione su una vicenda che è stata aperta in quest’ultimo mese dai vertici della Vailog e che si intreccia strettamente con quella di Agognate.

 

Il signor Bertola il 21 maggio – ha rilasciato una lunga intervista a La Stampa in cui fra l’altro ha detto: “acquisto 20.000 mq. di terreno ad Agognate al confine di quello già di mia proprietà per insediare il primo cliente. E’ la dimostrazione che non mollo”.

Sempre nella succitata intervista ha dichiarato: “quei terreni hanno due corpi di capannoni da 10.000 metri ciascuno. In quest’area insedierò la “Giochi Preziosi” e trasferirò anche le attività ospitate negli ex Magazzini Cariplo di S. Agabio”

Chiariamo subito che:

a – se il nuovo insediamento ed il trasferimento di attività non saranno preceduti da una richiesta di modificazione della destinazione d’uso dei terreni circostanti, nulla da obbiettare.

b – se, invece, la realizzazione di tali operazioni fosse subordinata dall’ottenimento della modificazione della destinazione d’uso la risposta dell’Amministrazione comunale non può/non deve che essere che NO.

 

Perché in questo caso la città non si troverebbe dinnanzi ad una legittima operazione imprenditoriale ma ad un furbesco tentativo di mascherare il vero obbiettivo dell’operazione: quello di creare il precedente di “area compromessa” e quindi le condizioni per successive modifiche di destinazione d’uso nell’ area vasta dei terreni agricoli di Agognate: secondo un metodo consolidato degli speculatori sui terreni. Metodo illustrato da Luca Mercalli nell’incontro promosso da ReteTerraNovara con le cittadine ed i cittadini novaresi il 17 ottobre scorso.

 

Questa intervista richiede particolare attenzione perché si lega strettamente con quella rilasciata il 26 aprile dal project manager della Vailog per presentare "l'operazione S. Agabio".

La creazione, cioè, di un “polo tecnologico” sull’area degli ex Magazzini Cariplo a S Ag

abio di cui ha fornito – come se fosse investito di un potere alternativo ed eguale a quello della Amministrazione comunale - non solo l’elenco delle opere da insediare (un mix di residenziale, terziario, ricerca, artigianato e commercio), ma addirittura le superfici da occupare.

 

Ricordiamo a TUTTI e sottolineiamo a TUTTI che la redazione del Piano Regolatore e delle sue varianti sono compito e prerogativa esclusiva del Consiglio Comunale!

 

A questo punto diciamo all’Amministrazione Comunale, in modo chiaro ed inequivocabile:

1) per nessuna ragione l’ “operazione S.Agabio” (trasferimento di attività e ventilato polo tecnologico) può essere messa in relazione con l’ “operazione Agognate”;

2) la Giunta ha predisposto per Agognate un “Piano Particolareggiato di Iniziativa Pubblica” d’intesa con la s.r.l. Vailog”.  La partner non c’è più.

LA GIUNTA CHIUDA SUBITO QUESTA BRUTTA PAGINA!

3) ostinarsi a proseguire sarebbe un’insensatezza amministrativa oltre che un suicidio politico.

 

A questo punto si possono fare alcune prime considerazioni:

1) Le nostre osservazioni e le nostre obiezioni si sono rivelate giuste e puntuali.

2) Abbiamo avuto ragione a contestare le scelte della Giunta e i racconti della Vailog.

3) Se non ci fossimo opposti - e se con il nostro cocciuto impegno non avessimo convinto migliaia di persone ad opporsi con noi - oggi Novara si ritroverebbe con un milione di mq di terreni agricoli trasformati in aree per la logistica di proprietà di una società inglese non di certo preoccupata dei nostri problemi occupazionali e della tutela del nostro territorio.

4) La mobilitazione di migliaia di donne, di uomini, di giovani, di persone dei più diversi ceti sociali oltre che di diversa formazione culturale e politica promossa da ReteTeraNovara ha dimostrato che la partecipazione attiva, in prima persona, dei cittadini ai problemi della comunità può non essere vana e può conseguire utili ed importanti risultati.

ReteTerra Novara

6 giugno 2015

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NON ERA SCONTATO

BILANCIO E PROGETTI DI UNA MOBILITAZIONE CIVILE IN DIFESA DEL TERRITORIO

Sono quasi cinquemila (per la precisione 4.824) le persone che, a oggi, hanno firmato la richiesta al Sindaco, alle Consigliere e ai Consiglieri Comunali di non modificare la destinazione d’uso di terreni agricoli ad Agognate.

Per valutare appieno il significato di questo risultato, si tenga conto del contesto in cui è stato realizzato: la dimensione senza precedenti del distacco dei cittadini dalla politica, la crescente sfiducia delle persone di poter compiere atti o iniziative che servano “perché tanto (gli uomini del potere) fanno quello che vogliono”.

Sono già quattro gli incontri che Rete Terra Novara ha organizzato con autorevoli esponenti dell’ambientalismo, della pubblica amministrazione e della cultura universitaria sulla tutela del suolo e i suoi rapporti con l’ambiente e l’organizzazione del territorio.

Alla luce dei risultati conseguiti e degli sviluppi che si sono avuti, possiamo tranquillamente affermare che bene facemmo quando decidemmo di non affrontare la “Questione Agognate” limitandoci ad elaborare documenti di contestazione alla scelta della Giunta, ma di assumere una pluralità di iniziative che facessero delle cittadine e dei cittadini i protagonisti del più importante impegno civile collettivo di questi anni.

Una scelta vincente che ha già determinato:

Il blocco dell’iter amministrativo della pratica, scattato nel momento in cui il Sindaco e il suo Assessore all’urbanistica - per dare una risposta “positiva”, “di ascolto” alla richiesta di tremila cittadine e cittadini firmatari della lettera promossa da Rete Terra Novara - hanno deciso di  ridurre  da un milione a seicentomila mq la superficie dei territori agricoli di cui modificare la destinazione d’uso;

La crisi nella maggioranza

- c’è chi ha dichiarato che le sollecitazioni e le richieste di migliaia di cittadine e di cittadini e le riflessioni conseguenti agli incontri promossi da Rete Terra Novara lo hanno reso non più disponibile a votare ancora a favore di una delibera di modificazione della destinazione d’uso dei terreni agricoli;
- ci sono quelli che hanno proposto di non procedere ulteriormente con un Deliberazione che ha suscitato l’opposizione di migliaia di persone e di rinviare il problema al prossimo Consiglio Comunale;
- ma quelle cinquemila firme dicono che a Novara è in atto un profondo cambiamento nel rapporto fra le persone e il loro territorio che si esprime nella duplice

Richiesta/Proposta

- di porre fine alla cementificazione dei terreni agricoli e delle aree verdi (tanto cara a questa Amministrazione). L’opposizione alla modifica della destinazione d’uso dei terreni di Agognate non significa che si possa/debba andare a cementificare altrove;
- di avviare una politica urbanistica che si basi sul recupero e la ristrutturazione degli edifici abitativi e industriali e di riuso delle aree sulle quali sorgono.

 

Novara, ancora una volta nella sua storia, si presenta come una città che sa anticipare orientamenti ed indirizzi sul piano culturale/politico.

Per questo Rete Terra Novara considera suoi compiti prioritari sia l’impegno a continuare la raccolta delle firme chela contestazione puntuale della “nervosa” offensiva mediatica del proprietario dei terreni di Agognate, dei dirigenti della Vailog  e del Sindaco.

Nel contempo, mentre prepara una grande campagna d’autunno su un nuovo assetto ambientale e urbanistico della città, darà avvio a un’INDAGINE VERDE (fotografica, conoscitiva e propositiva) sui parchi e i giardini di Novara.

 

ReteTerra Novara

19 maggio 2015

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SIGNOR SINDACO, ASCOLTI LE SAGGE PAROLE DEL PRESIDENTE MATTARELLA

Il Presidente della Repubblica nel suo discorso per la festa del 1° maggio ha detto che la festa deve risvegliare “speranze”, ma “per farlo deve fondarsi su parole sincere”.

Un invito responsabile e forte che però non ha trovato ascolto da parte del Sindaco di Novara che – - nel suo intervento alla festa del primo maggio – riferendosi al progetto per la trasformazione d’uso di terreni agricoli ad Agognate ha parlato di un “progetto che le organizzazioni dei lavoratori hanno già avuto modo di sostenere”.

Non sono parole sincere: perché non è vero.

Non esiste alcun documento della CGIL in cui si esprima condivisione ed appoggio al progetto per Agognate. Non si ha notizia di una presa di posizione ufficiale di sostegno da parte della UIL. Per la CISL risulta unicamente una dichiarazione favorevole del suo segretario (che non si sa se fatta a titolo personale o dell’organizzazione).

 

Nella stessa occasione ha parlato di “una nuova sfida, quella di completare e portare in porto il progetto per la realizzazione della nuova area industriale della città di Novara”

Non sono parole sincere: perché è pura fantasia e non solo.

Sino ad ieri Egli e l’Assessore all’urbanistica hanno detto - e ridiranno domani - che il progetto non è trasferibile in nessun’altra parte della città perché - trattandosi di logistica - sarebbe realizzabile solo ad Agognate!

Che credibilità ha un progetto che un giorno dovrebbe realizzare un’area industriale e l’altro un’area per la logistica?

Non solo. Se si trattasse veramente di insediamenti industriali non ci sarebbe bisogno di una nuova area. C’è già. E’ quella di Sant'Agabio. L’area di storico insediamento industriale divenuta – salvo alcune preziose eccezioni – il cimitero delle industrie dismesse che possono essere ristrutturate e riutilizzate.

E infine: in base a quale teoria urbanistico/economica in un periodo di crisi e di recessione, con a disposizione quel drammatico “cimitero” una città dovrebbe dare vita ad una nuova area industriale? 

 

ReteTerra Novara

5 maggio 2015

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INCONTRO CON PAOLO PILERI

 

RETE TERRA NOVARA

promuove un incontro con

PAOLO PILERI

Professore Associato di Pianificazione Territoriale Ambientale

DAStU Politecnico di Milano

Autore del libro

CHE COSA C’E’ SOTTO

il suolo, i suoi segreti, le ragioni per difenderlo

Ediz.ALTRAECONOMIA

 

cittadine, cittadini, urbanisti ed architetti novaresi ne discutono con l’Autore

Novara, martedì 12 maggio 2015, ore 21

Sala ATTICO DELLE ARTI

Largo Donegani, 5-5/A (Sant'Agabio - Mareschi Palace Hotel)

 

chiediamo

- il rispetto delle norme del piano regolatore che destinano i terreni agricoli di Agognate ad attività agricole

- la difesa dalla cementificazione delle aree agricole e verdi della città

- una politica urbanistica basata sul recupero degli edifici industriali ed abitativi dismessi o degradati

2015 anno internazionale del suolo

5 maggio 2015

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CHI CREDONO CHE SIANO I NOVARESI?

Nel vano tentativo di bloccare le disastrose conseguenze (per loro)  determinate dal numero sempre crescente di cittadine e di cittadini che firmano la lettera promossa da ReteTerraNovara, il Sindaco e la Vailog,  in queste ultime settimane, hanno  messo in atto “l’operazione argine”.

Con una valanga di parole e di interviste, di vacue promesse, di chiacchiere  senza costrutto cercano di porre un freno alla richiesta crescente di quanti  – in  sintonia con la Regione Piemonte, la Comunità Europea, l’Organizzazione  delle Nazioni Unite - chiedono con ReteTerraNovara un’inversione di rotta e di sostituire  alla politica della cementificazione dei terreni agricoli e delle aree verdi una politica urbanistica che punti al recupero e alla ristrutturazione degli edifici  industriali e abitativi dismessi.

Dichiara il Sindaco che per lui Agognate è una “scelta strategica” e che è lo strumento per dare una risposta positiva alle “migliaia” di persone che bussano alla sua porta  e gli chiedono un posto di lavoro.

Ma il Sindaco da un anno non risponde alla domanda che ripetutamente abbiamo fatto a lui e al suo Assessore all’urbanistica: Qual è la ditta o la società che intende insediarsi ad Agognate, per fare cosa e quante persone del mercato del lavoro di Novara  assumerebbe? Ad oggi non è giunta alcuna risposta.

Con tutto il rispetto dovuto alla sua persona e alla carica istituzionale ch’egli ricopre, sino a quando non dirà alla città chi verrebbe, per fare cosa e quante persone assumerebbe, noi non gli crederemo e continueremo ad affermare che la trasformazione dei terreni agricoli di Agognate non risponde a una scelta strategica e di sviluppo nell’interesse della città  ma alla pluridecennale richiesta delle varie proprietà che si sono succedute negli anni di ottenere la moltiplicazione del valore dei terreni.

Il Presidente della Vailog, invece, si dedica alla pirotecnica. Spara una serie di ipotetici nomi che eventualmente poterebbero essere  interessati (?!).  Tanti nomi, nessun nome. Tante ipotesi, nessuna certezza. Per cui anch’egli si guarda bene dal rispondere alla nostra domanda.

Infine scende in campo anche il Project Manager della Vailog, che avanza la sua “furbata”: trasferire ad Agognate (con buona pace dei posti di lavoro del Sindaco) le attività che attualmente vengono svolte nelle strutture ex Cariplo  e realizzare un cosiddetto “polo tecnologico” a S. Agabio (ma guarda che novità!!) sulle aree di proprietà della Vailog.

Un polo tecnologico dove ci sarebbe di tutto (dai laboratori di ricerca e di produzione artigianale alle residenze in housing e speciali, dal terziario e RTA - anche speciali - ai centri specializzati, dai servizi per l’Università agli spazi commerciali con tanto di “ponti pedonali”  e di “torri” - sentivamo la mancanza  di queste fanfaluche).

Con tutto il rispetto per la sua persona, per la sua funzione e la sua professionalità ci permettiamo di ricordargli:

- che è da qualche decennio che sentiamo parlare di “proposte di poli tecnologici a S. Agabio”  che poi  cambiano perché - ad ogni Giunta - cambiano i gruppi di pressione e i relativi interessi che rappresentano;

- che l’ultimo episodio, in ordine di tempo, è stata l’adozione, da parte del precedente Consiglio Comunale, di un progetto per la realizzazione di un Polo Tecnologico che il nuovo Consiglio  non  ha approvato, facendolo decadere. L’unica cosa a cui è servito è stata quella di far credere alla Comunità europea che su quell’area, invece di un cimitero di industrie dismesse, ci fosse un “Polo Tecnologico”;

- che quello che va fatto o non fatto va discusso e deciso dal Consiglio Comunale sulla base di una trasparente e condivisa valutazione  (cambiando il metodo sino ad oggi seguito) e non da un sia pur autorevole Project Manager sulla base degli interessi della Società per la quale lavora.

30 aprile 2015

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COSA C'E' SOTTO - un libro per difendere il suolo

Oggi vi consigliamo un interessantissmo libro che si intitola "Cosa c'è sotto" scritto da Paolo Pileri, Professore associato di Pianificazione e progettazione urbanistica, territoriale e ambientale al Politecnico di Milano. 

“Il suolo – spiega nell'introduzione l'autore Paolo Pileri - è da sempre la più grande innovazione che muove le nostre società nel futuro. L’unica risorsa che trasforma la morte in vita, la cacca in cibo, come dice provocatoriamente Logan. Dove c’è suolo c’è vita”. Questo è importante saperlo per tempo. È importante in-segnarlo ovvero farlo conoscere per lasciare il segno.

Il suolo oggi subisce continue minacce. Il consumo di suolo è la più grave in Italia - anche a causa di piani urbanistici suddivisi in infiniti rivoli e amministrazioni - si consumano 8 metri quadrati al secondo, e vengono erosi suoli per 24.000.000.000 di tonnellate all'anno. Ma si dimentica, soprattutto, che il suolo è stato definito una “risorsa non rinnovabile”: per generare soli 2,5 centimetri di suolo “vivo” ci vogliono 500 anni. Spesso questo lavoro incredibile viene distrutto in pochi minuti, per sempre.

14 aprile 2015

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CONFERENZA STAMPA RETETERRA NOVARA

Su nostra richiesta una delegazione di ReteTerra Novara si è incontrata con il Sindaco, il Presidente del Consiglio Comunale e l'Assessore all'urbanistica. 

Abbiamo chiesto l'incontro per due ragioni precise: 

- consegnare le prime 3.000 firme raccolte,

- esporre sia le ragioni che dopo l'apporvazione della Deliberazione del Consiglio Comunale del febbraio 2014 ci indussero a dare vita a ReteTerra Novara sia le proposte elaborate e sulle quali volevamo richiamare l'attenzione dell'Amministrazione e sollecitare un confronto.

Quella decisione del Consiglio Comunale per la sua gravità ci convinse della necessità di dare vita ad un nuovo soggetto sociale che abbiamo chiamato ReteTerra Novara. Un nuovo soggetto sociale che promuovesse una campagna per una politica urbanistica alternativa a quella della cementificazione dei territori agricoli e delle aree verdi. Agognate ci parve - ed è via via diventata per tante cittadine e cittadini - il simbolo della necessità di una nuova politica.

Una scelta che si basava - e si basa - su tre verità inconfutabili: 

1) la terra è un bene indispensabile per l'esistenza di tutti gli esseri viventi;

2) la terra è un bene insostituibile perché nulla al mondo può assolvere alle sue funzioni;

3) la terra è un bene irrinnovabile perché una volta distrutto lo è per sempre.

Se queste verità sono vere - come lo sono - la terra va difesa e va salvaguardata come il bene più prezioso di cui disponiamo e di cui abbiamo bisogno. Queste tre verità sono diventate non solo la stella polare dell'impegno di ReteTerra Novara, oggi sono anche dei punti fermi per le istituzioni regionali, nazionali, internazionali, ma non per il Comune di Novara.

Sbaglia l'Assessore Bozzola quando mette il bene terra sullo stesso piano di altri beni, ma sbaglia due volte - ancora più gravemente - quando sceglie come prioritaria la modificazione della destinazione d'uso di terreni di proprietà di una società privata rispetto alla loro salvaguardia quali territori agricoli secondo quanto dispone il Piano Regolatore vigente.

Quelle 3.000 firme chiedono che:

- non si modifichi la destinazione d'uso dei terreni di Agognate;

- non si proceda ad ulteriori distruzioni di terreni agricoli e di aree verdi;

- si dia avvio ad una politica urbanistica alternativa che si basi sul recupero e sulla ristrutturazione degli edifici industriali ed abitativi dismessi o degradati per il loro riuso.

In questo contesto ReteTerra Novara: 

- ha scelto la via della fatica dei banchetti, non solo per raccogliere le firme, ma per stabilire un rapporto diretto con le cittadini ed i cittadini su tali temi e per la prima volta nella storia di questa città si è parlato di urbanistica per le strade, nei mercati, sui sagrati delle chiese;

- ha scelto la via del confronto e del ragionamento con chi aveva opinioni diverse e con chi non aveva certezze e voleva capire. Iniziative e ragionamenti che hanno offerto occasioni ed argomenti di riflessione e di ripensamento anche per autorevoli esponenti della maggioranza consiliare, tanto è vero che la Giunta rinvia il ritorno in Consiglio perché sa che la sua maggioranza non è più granitica come un anno fa;

- ha scelto la via del rifiuto ragionato del ricatto dei posti di lavoro chiedendo ripetutamente: chi si sarebbe insediato ad Agognate, per fare cosa, quante persone avrebbe assunto nel mercato del lavoro di Novara. Nessuna risposta. Un silenzio che ha fatto riflettere anche chi onestamente aveva creduto che in cambio della modificazione della destinazione d'uso dei terreni si sarebbero ottenuti posti di lavoro;

- ha dimostrato l'insussistenza della conclamata urgenza di decidere: era tanto urgente decidere che dopo un anno dalla Deliberazione del Consiglio Comunale si parla di ricominciare da capo. Non si sa ancora quando la Giunta sarà in grado di tornare in Consiglio e quando rinizierà l'iter amministrativo e quali motivazioni ne giustificheranno la presentazione. Se poi esiste una ditta veramente intenzioanta a venire a Novara, certo non attenderebbe 7 anni e non si sa quanti altri ancora prima di insediarsi!

- infine ha messo in evidenza come il problema di Novara non sia la mancanza di possibili localizzazione, ma quello del processo di deindustrializzazione in atto non da oggi.

Per concludere:

abbiamo ricordato che le sollecitaizoni e le pressioni per ottenere la trasformazione della destinazione d'uso  di quei terreni è una questione antica che ha interessato tutte le Amministrazioni che si sono succedute nel Dopo guerra alla guida della città, iniziano con Sandro Bermani sindaco, iniziano cioè più di 50 anni fa! Da allora si sono succeduti sindaci dei più diversi colori politici (socialisti, socialdemocratici, democristiani, pidiessini, leghisti), si sono succedute maggioranze consiliari con le più diverse composizioni (centriste, centrosinistra, centrodestra, sinistra) nessuna maggioranza ha mai votato, nessun sindaco ha mai firmato la tanto sollecitata trasformazione di destinazione d'uso. Non vogliamo fare commenti, ma una ragione ci sarà pur stata! 

La risposta non può essere "dormivano, erano insensibili, non capivano, hanno perso le occasioni". Anche su questo abbiamo chiesto una riflessione.

27 marzo 2015

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BREVE COMUNICATO STAMPA RETETERRA

Tremila firme hanno convinto l’Assessore Bozzola a ridurre di quasi il 50% la superficie dei terreni di Agognate che vuole trasformare in aree per la logistica.

Dobbiamo raccoglierne altrettante per convincerlo a rispettare il Piano Regolatore della città di Novara e mantenere la destinazione ad uso agricolo  del restante 50% di proprietà della società Vailog?

Il coordinamento di ReteTerraNovara

24 marzo 2015

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SCALA MERCALLI un programma di Luca Mercalli

Cliccando sull'immagine è possibile aprire il link alla registrazione della puntata

4 marzo 2015

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CONTINUA LO SCEMPIO IN VIA BOVIO

Procede inarrestabile il taglio/scempio delle piante di quello che è stato per generazioni il parco del cuore antico del quartiere Sant'Agabio.
Proponiamo il lancio di una pubblica sottoscrizione per donare alla Triade Ballarè, Bozzola, Fonzo una tabellina per far di conto di modo che quando fanno le conferenze stampa o rilasciano interviste diano i numeri, ma quelli giusti.

Il coordinamento di ReteTerraNovara

3 marzo 2015

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FOTO DELL'INCONTRO CON FINIGUERRA

6 febbraio 2015 - Novara

7 febbraio 2015

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INCONTRO CON FINIGUERRA e PILERI

Ven 6 FEB 2015 ore 17.30 - P.za S. Cuore, 5 - Novara

 

22 gennaio 2015

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LETTURE PER LA TERRA e RACCOLTA FIRME

Gio 29 GEN 2015 ore 17.30 - P.za delle Erbe - Novara

 

22 gennaio 2015

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FALSO TABELLONE

 

 

 

 

 

 

 

All’attenzione di

Andrea Ballarè, Sindaco di Novara

Massimo  Bosio, Presidente del Consiglio Comunale
Gerardo Murante, Capogruppo di Forza Italia
Roberto Pronzello, Consigliere del Gruppo Misto
Mauro Franzinelli, Capogruppo della Lega
Luca Zacchero, Capogruppo del Movimento 5 Stelle
Silvana Moscatelli, Capogruppo del Popolo della Libertà
Roberto Brivitello, Capogruppo del Partito Democratico
Alfredo Reali, Capogruppo di Sinistra Ecologia Libertà

e  per conoscenza:
agli Organi di Informazione

 

Nessuno di noi era passato dinanzi a quel tabellone (di cui vi alleghiamo la foto) o, passando, non vi aveva fatto caso.

In questi giorni una signora venuta a firmare la lettera che chiede di non trasformare la destinazione d’uso dei terreni agricoli di Agognate – indignata – ce ne ha segnalato la presenza.
Noi, come lei, siamo rimasti allibiti dinnanzi ad un falso tanto clamoroso: realizzato per mandare alle cittadine ed ai cittadini  novaresi un messaggio autoreferente ma di una realtà inesistente.

L’area  di Agognate non è cementificata.
Non ci sono strade asfaltate.
Non c’è un impianto di illuminazione.
Non circolano camion.
Non ci sono capannoni industriali o per la logistica.
Non ci sono - e non sono in arrivo – aziende  a cui dare il benvenuto.

Nell’area di Agognate di cui la Giunta vuole trasformare la destinazione d’uso ci sono:
- terreni  agricoli;
- fossi, alcuni dei quali hanno filari di alberi lungo le rive;
- fontanili da recuperare;
- significative presenze di animali di ambiente rurale (soprattutto avifauna);
- cascine nelle  immediate vicinanze.

Non sappiamo (ci auguriamo che voi vorrete individuarlo) chi ha pensato e disposto la posa di quel  tabellone di cui chiediamo che il Sindaco disponga l’immediata rimozione a tutela del buon nome e dell’onorabilità di questa città.

20 gennaio 2015

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PRIMI IMPORTANTI E SIGNIFICATIVI RISULTATI

A febbraio del 2014 la maggioranza del Consiglio Comunale espresse parere favorevole alla volontà della Giunta Municipale di trasformare un milione di metri quadrati di terreno agricolo in aree logistico/industriali per realizzare il secondo interporto di Novara (!).

A sostegno di una siffatta operazione usarono la più vergognosa delle false promesse: “i posti di lavoro che avrebbe generato”.

Fu questa decisione della Giunta Ballarè-Bozzola-Fonzo che indusse un gruppo di Associazioni, di Gruppi, di Movimenti e di Persone a dare vita a RETETERRANOVARA.

Il primo atto della RETE fu quello di presentare – il 24 marzo 2014 - una articolata e documentata serie di Osservazioni alla Deliberazione del Consiglio Comunale.
A nove mesi di distanza attendiamo ancora le controdeduzioni della Giunta.

Il secondo fu la richiesta di Idee di Futuro e di Legambiente (due Associazioni cofondatrici della RETE “competenti in materia ambientale”) di partecipare - in base al comma c del punto 2 dell’articolo 15 della legge urbanistica regionale - alla Conferenza di Copianificazione per portare un contributo propositivo positivo sulla Valutazione Ambientale Strategica per le aree di Agognate ed avviare democraticamente un confronto diretto con gli altri soggetti chiamati dalla legge ad esprimersi.
In barba alla legge, la richiesta fu respinta:  a conferma che la paura delle idee altrui è la riprova  della debolezza delle proprie.

Il terzo  fu l’appello ad una mobilitazione civile per fermare la realizzazione di un progetto sciagurato e nel contempo affermare l’esigenza di una politica urbanistica che non comporti la distruzione della natura.

Un mobilitazione che si è tradotta:
- nella raccolta di firme in calce ad una lettera indirizzata al Sindaco, alle Consigliere ed ai Consiglieri Comunali per chiedere che non modifichino la destinazione d’uso dei terreni agricoli di Agognate;

- nell’organizzazione di conferenze-dibattito con esperti di livello nazionale ed internazionale sulle ragioni di una politica urbanistica alternativa alla cementificazione dei suoli (dopo l’incontro con Luca Mercalli, consulente della Comunità Europea, il 6 febbraio ve ne sarà un secondo con la partecipazione di Domenico Finiguerra, Cofondatore della Rete nazionale “Stop al consumo di territorio” e di Paolo Pileri, Professore di pianificazione territoriale ambientale al Politecnico di Milano);

- nella promozione di incontri con i giovani sulle ragioni della tutela dei terreni agricoli e delle aree verdi: condizione non solo per la vivibilità dell’ambiente ma per l’esistenza di tutti gli esseri viventi (il primo si terrà a metà gennaio con le studentesse e gli studenti degli ultimi anni dell’Istituto Agrario “G. Bonfantini”).

Un impegno, una fatica che sono stati - sono e saranno - di non poco conto, ma oltre che spesi per una causa giusta hanno già determinato importanti risultati:

- Sono già più di tremila le cittadine ed i cittadini che hanno firmato la lettera al Sindaco.
Nella storia di Novara non si ha memoria di una petizione che abbia raccolto tante adesioni. E tutto lascia intendere che aumenteranno.

- “Agognate” è diventata un simbolo.
Il simbolo dell’impegno per una politica urbanistica moderna al servizio dei cittadini e non degli speculatori.

- La Giunta che “aveva fretta”, dopo 11 mesi, non è in grado di tornare in Consiglio Comunale per l’adozione di un progetto che non sta in piedi (per le “Osservazioni” ricevute ed i pasticci combinati).
Non si amministra con l’arroganza ed  “a prescindere”. 

- La ventilata multinazionale - con le sue centinaia di posti di lavoro - si è ridotta ad un’azienda che opera al CIM e che sarebbe interessata ad ampliarsi ad Agognate (!).
La verità, se si sa farla emergere, è più forte di ogni mistificazione.

- Sbugiardata l’ignominiosa bufala dell’occupazione c’è chi nella maggioranza ha già detto che non è più disposto a pagare il prezzo della modificazione della destinazione d’uso.
Ci furono altri che spiegarono il loro voto favorevole con eguale motivazione.
La città li guarda e si augura che quelle parole fossero sincere come parve.

- Corre sempre più insistente la voce che i Coordinatori dei 5 circoli del P.D. della città sarebbero contrari al progetto “Agognate”.
Qualora sia vero lo dicano ad alta voce. Il problema non è quello di salvarsi la coscienza.

- Il Movimento Sinistra Ecologia e Libertà, che assieme al P.D. costituisce la maggioranza consiliare, si è dissociato pubblicamente dall’operazione Agognate.
Il Re è nudo e con lui i 3 transfughi da S.E.L.

Non dico che sia tutto merito nostro. Le penne del pavone non servono.

MA SE NON CI FOSSE STATA RETETERRANOVARA, IL SUO IMPEGNO ED IL CONSENSO DI MIGLIAIA DI PERSONE TUTTO QUESTO NON SAREBBE AVVENUTO. ECCO PERCHE’ CONTINUEREMO.

7 gennaio 2015

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RAGGIUNTA QUOTA 2.600 FIRME, CONTINUA LA RACCOLTA

Fra le tasse da pagare, le acrobazie fra costi e disponibilità, altre cittadine e cittadini novaresi - che non avevano avuto ancora occasione di farlo -  hanno trovato il tempo per firmare la lettera al Sindaco, alle Consigliere ed ai Consiglieri comunali perché non trasformino i terreni agricoli ad Agognate in aree per la logistica. Siamo così giunti a 2.632 firme. Fra queste ci ha fatto particolarmente piacere quella di Lidia  Brisca Menapace una vita spesa per la difesa della democrazia, per l’affermazione dei diritti delle donne e della giustizia sociale, scrittrice, insegnante, Senatrice. Con la sua, quelle di Bini Maria Luisa scrittrice e insegnante in pensione, Della Valle Ivan Deputato, Denicolo’ Silvana Consigliera regionale, Mossina Mauro segretario provinciale della Federazione Italiana Lavoratori del Legno Edili ed Affini, Omodeo Zorini Giovanni già dirigente scolastico, Sebastiani Aldo Segretario provinciale della Federazione Sindacale Lavoratori Assicurazioni e Credito, Sibilia Carlo Deputato, Signorelli Giovanna, già Presidente del Consiglio Circoscrizionale del quartiere Sant'Agabio e Consigliera provinciale, Spenotto Adriana Deputata, Valmachino Armando segretario provinciale del SUNIA.
Chi non lo avesse ancora fatto e desidera apporre la sua firma in calce alla lettera, venerdì pomeriggio 19 dicembre, sabato 20 dicembre tutto il giorno e domenica 21 dicembre mattina e pomeriggio sotto i portici di via Rosselli, all’altezza del Broletto, trova un banchetto di Legambiente con i fogli da firmare.

17 dicembre 2014

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SUPERATE LE 2.500 FIRME CON L’ADESIONE DI ALTRI AUTOREVOLI PERSONAGGI

Sono 2.502 le cittadine ed i cittadini che ad oggi hanno firmato la lettera da inviare al Sindaco, alle Consigliere ed ai Consiglieri del Comune di Novara per chiedere che non modifichino la destinazione d’uso del milione di metri quadrati delle aree agricole  in aree logistico/industriali ad Agognate.
Fra le firme apposte è netta la prevalenza di quelle delle donne.  Le cittadine che firmano dimostrano una particolare sensibilità, una conoscenza del problema ed una convinzione del valore e della necessità della difesa del suolo unita ad  una preoccupazione reale delle conseguenze che derivano da una sistematica ed inconsulta distruzione. Espressa e netta è l’ira di molte di loro nei confronti dei responsabili.
Fra le tante firme di questa settimana segnaliamo quelle particolarmente significative di BATTEZZATI Luigi - Docente  Universitario e Consulente di sistemi logistici e industriali, don Dino CAMPIOTTI - Direttore della Caritas provinciale, Padre ENNIO - Presbitero della Fraternità Domenicana di Agognate, CAMPO Mauro - Consigliere regionale, COTTI Roberto - Senatore, DADONE Fabiana - Deputata, AVONDO Giampiero - già Assessore dell’Amministrazione Provinciale di Novara, FASULO Attilio - Segretario provinciale della Federazione Italiana Lavoratori Commercio Alberghi Mense e Servizi, GHIGLIETTI Daniele - Segretario provinciale della  Federazione Agro-Industria, MANCUSO Gianni - parlamentare nella XIV – XV – XVI Legislatura, PESCIO Michele - Assessore all’ambiente del Comune di Carpignano, TICOZZI Marco - Segretario provinciale Federazione Impiegati Operai Metallurgici, VALLASCAS Andrea - Deputato.

10 dicembre 2014

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Fonte: La Stampa - 7 dicembre 2014

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FLASH MOB A NOVARA: SALVIAMO AGOGNATE!

Il giorno 5 dicembre 2014, in occasione della "Giornata mondiale contro il consumo di suolo" anche a Novara c’è stata una “mobilitazione lampo”.
Numerose cittadine e cittadini, avvertitisi con il passa parola, si sono ritrovati in Piazza delle Erbe a Novara per esprimere la loro opposizione sia alla distruzione di territorio agricol e di aree verdi, sia in progetto sia già compiute dalla Giunta Ballarè e per affermare ad alta voce “Salviamo Agognate!”.

5 dicembre 2014

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Fonte: La Stampa - 6 dicembre 2014

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Fonte: La Stampa - 5 dicembre 2014

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ORA E' POSSIBILE FIRMARE ANCHE ONLINE

Oltre alla raccolta firme per le piazze e per le strade di Novara, dal 28 novembre è possibile sottoscrivere la lettera che verrà inviata al Sindaco e al Consiglio Comunale di Novara anche su change.org. Chi non ha ancora apposto la sua firma di persona, può farlo tramite il link sottostante. Grazie!

Firma online per chiedere di non cementificare Agognate!

28 novembre 2014

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SUPERATE DI SLANCIO LE DUEMILA FIRME!

Sono 2.143 le cittadine ed i cittadini che ad oggi hanno sottoscritto la lettera da indirizzare al Sindaco alle Consigliere ed ai Consiglieri comunali per chiedere che non trasformino un milione di metri quadrati di terreno agricolo ad Agognate in aree per la logistica.
Numerose ed autorevoli le persone che hanno svolto o svolgono una funzione particolarmente significativa nella società civile o nelle istituzionie che hanno dato la loro adesione:
Caliari Alessandro regista e Patron del Teatro della Memoria, Francescato Grazia giornalista ed una delle più autorevoli ambientaliste europee, Meneghetti Lodovico già Professore alla Facoltà di Architettura al Politecnico di Milano e Assessore all’Urbanistica ed ai Lavori Pubblici al Comune di Novara, Santarelli Marco Professore al Dipartimento di scienza delle comunicazioni all’Università di Teramo, Sgrena Giuliana giornalista e scrittrice, Azzini Giuseppe già Segretario provinciale della C.G.I.L., Alemanni Grazia già consigliera comunale, Bedoni Giulio giornalista, Begozzi Mauro già Direttore dell’Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea “P.Fornara”, Bertolo Giorgio Consigliere regionale, Boggero Ugo già Assessore provinciale e Consigliere comunale, Bono Davide capogruppo 5 stelle al Consiglio regionale del Piemonte, Cardano Anna già Deputata,  Campo Mauro Consigliere regionale, Colzani Carlo già segretaro della C.I.S.L. della provincia di Novara, Cherubin Daniele segretario provinciale di Rifondazione Comunista, Gramegna Giovanni Responsabile del settore territorio della delegazione di Novara del F.A.I., Grasso Giovanni già Primario di neuropsichiatria infantile all’Ospedale Maggiore di Novara, Ierace Domenico già Assessore del Comune di Novara, Lattanzi Bruno gia Assessore provinciale alla programmazione territoriale, L’Abbate Giuseppe Deputato, Lionetti Loredana Direttrice editoriale de "Il Portale", Lucini Gianni scrittore e giornalista, Malerba Antonio già Sindaco di Novara, Pomella Antonio Presidente del Laboratorio per la Pace di Galliate, Pozzato Bruno già Sindaco di Casalino e Consigliere provinciale, Stok Giulia giornalista, Tolardo Pierluigi già Segretario del Partito popolare della provincia di Novara.

Ricordiamo che chi vuole sottoscrivere la lettera può inviare una mail a reteterranovara@gmail.com scrivendo: “Firmo la lettera per salvare Agognate”

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VI CHIEDIAMO UNA FIRMA PER SALVARE AGOGNATE

Ecco la lettera che vi chiediamo di firmare:

 

Al Sindaco, alle Consigliere e ai Consiglieri comunali di Novara

Vi chiediamo di non trasformare 1.000.000 di metri quadrati di terreno agricolo ad Agognate in area logistico/industriale.

 

Distruggereste un bene indispensabile, insostituibile ed irrinnovabile per compiere un’operazione che...

1) NON SERVE: a Novara e nei paesi vicini da anni ci sono più di cinque milioni di metri quadrati di terreno a destinazione logistico/industriale disponibili, ma non è sorto un solo capannone o un solo fabbricato industriale. Per non parlare delle numerose fabbriche dismesse che possono essere riutilizzate.

2) NON PROCURA LAVORO: a Novara, nessuno, a partire dai proprietari di terreni, è in grado di garantire che la trasformazione della destinazione d’uso porti con sé un solo posto di lavoro.


Al Sindaco, alle consigliere ed ai consiglieri di maggioranza ricordiamo che il 3 settembre del 2012 avete votato una mozione “per la difesa del territorio naturale del Comune di Novara e per la perennizzazione delle aree agricole”. Vi chiediamo di essere coerenti con voi stessi e con gli impegni che avete liberamente assunto.

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